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mercoledì, Aprile 24, 2024

Parliamo al cuore delle persone, non alla loro pancia

David Chiti, neo segretario di Siena per Italia Viva, sintetizza il suo programma politico

Il fine settimana ha rimesso in pista David Chiti. Si è tolto la cravatta da assessore, ma non la convinzione di poter rappresentare i “veri bisogni di Siena”. La cosa era nell’aria da tempo. Diciamo già da qualche settimana prima delle elezioni di maggio, quando Chiti formalizzò la sua terza corsa elettorale con la lista Destinazione Terzo Polo.

A onor del vero c’erano alla base anni di reciproca stima con Stefano Scaramelli, oggi vicepresidente della Toscana: un rapporto iniziato con la battaglia per il Pronto soccorso pediatrico – poi esteso a tutta la sanità toscana – durante la quale NoiSiena ottenne un successo grazie all’appoggio del politico chiusino.

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I fatti attuali e successivi comunque hanno visto il divorzio fra Renzi e Calenda, quindi l’addio al Terzo Polo epperò per Chiti, votato nel fine settimana nuovo segretario comunale, è cambiato poco. D’ora in poi sarà espressione di un partito che grazie al suo leader trova sempre il modo di metter bocca nelle cose importanti. Cosa gli darà in più Chiti nella dimensione localistica? Credibilità verso la gente più semplice, che ha bisogni semplici e qualche capacità di sognare.

Allora, Chiti, grazie per la disponibilità. Cosa è avvenuto – l’elezione – è già noto; ed ha anche rilasciato qualche dichiarazione interessante. Ci dica allora come si collocherà Italia Viva verso il blocco della maggioranza di centrodestra e verso il Partito Democratico?

“Italia Viva si vuole collocare al centro della scena politica, in tutti i sensi. Lontano dal sovranismo di destra e dal populismo di sinistra. Saremo sempre propositivi e animati da spirito costruttivo. Ho scelto proprio Italia Viva perché è un partito che parla al cuore e alla testa delle persone, non alla loro pancia”.

Gli eventi incalzano. Come intendete fare politica? Come affermerete le vostre ragioni?

“Mi rendo conto che questo approccio, nell’attuale modo dominante di fare politica, rende più difficile spiegare la nostra proposta: viviamo un momento in cui qualcuno ritiene di doversi concentrale sul problema Ferragni… Noi invece, per esempio, preferiamo parlare di sanità: per dire chiaramente che siamo contrari all’aumento delle addizionali proposte dalla giunta regionale per salvare il bilancio della sanità Toscana, perché è una manovra sbagliata che ancora una volta grava su quel ceto medio dimenticato dalla politica, impoverendolo e umiliandolo”.

Al momento non avete una presenza in Consiglio comunale, ma fin dalle elezioni era stato considerato un epilogo possibile che fosse Massimo Castagnini a rappresentarvi. E’ sempre possibile un accordo con lui?

“Con Massimo Castagnini al momento non ci sono contatti. Lui, come è giusto che sia, sta facendo il suo percorso istituzionale, noi stiamo riorganizzando il partito a Siena. Le nostre porte sono aperte, ma bisogna pur sempre bussare per poter entrare”.

Cosa vuole il “popolo” di Italia Viva a Siena?

“Più che il popolo di IV direi che sono più in generale i cittadini a chiedere di occuparci dei loro problemi. Che sono tanti. Un solo esempio: quando abbiamo promosso la raccolta firme per poter istituire un collegamento ibrido che permetta di raggiungere Roma da Siena in sole due ore, abbiamo raccolto 2000 firme, molte delle quali di persone che non avevano mai avuto un contatto con IV. I cittadini vogliono, secondo me a ragione, questo modo di fare politica. Ed è così che un raggruppamento politico può crescere in modo sano, dando risposte ai problemi reali della comunità. Diversamente, si è solo un bluff elettorale, destinato a durare finché la realtà dei fatti non smaschera la vuotaggine di promesse altisonanti ma irrealizzabili”.

Che cosa le trasmette Renzi?

“Renzi è un leader naturale, oltre tutto molto preparato: conosce come pochi la politica locale, nazionale ed internazionale. Per questo trasmette alla base sicurezza e serenità, è un grande motivatore. Ha idee, e il coraggio per realizzarle. Credo che sia un’importante risorsa per il nostro Paese”.

Cos’altro ritiene necessario aggiungere?

“Il partito deve stare in mezzo alla gente, deve lavorare in mezzo ai cittadini “porta a porta”, riuscire a interloquire con più persone possibile, ascoltare i bisogni e i suggerimenti delle persone per tradurli in progetti realistici, a vantaggio di tutta la collettività. Non c’è altro modo, a mio avviso, di fare politica seriamente”.

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