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lunedì, Settembre 26, 2022
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Bene Letta, e la Sanità toscana promette ancor di più

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Simone Bezzini, assessore regionale alla Salute. Una vasta intervista, ricca di contenuti. Si comincia con la Politica per arrivare ai temi cruciali della Sanità Toscana che è stata messa a dura prova dalla Pandemia, ma ne sta uscendo brillantemente stando ai primi rilievi statistici.

Assessore Bezzini, la campagna elettorale per le elezioni suppletive è entrata nel vivo… che idea si è fatto?

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“Avverto un clima positivo nei confronti di Letta, che va oltre i confini delle forze che lo sostengono. Merito del percorso di ascolto delle comunità locali che sta portando avanti  per costruire un progetto utile al territorio. Le persone stanno comprendendo che l’elezione di Enrico Letta in Parlamento non è solo un valore per il Pd e per il campo progressista, ma anche un’opportunità per far pesare le istanze senesi, aretine e direi anche toscane a livello nazionale”.

Ha fatto bene Letta a incontrare De Mossi?

“A mio avviso, sì. Appartenere a schieramenti politici diversi non significa non parlarsi. Sul piano istituzionale si possono trovare convergenze su specifici punti che riguardano l’interesse del territorio. Io ad esempio l’ho fatto quando ho spinto per arrivare al protocollo sulle materie sociosanitarie ed educative che parte dalla valorizzazione dell’immobile di Viale Sardegna. Dopodiché sul piano ideale e politico ognuno fa la propria battaglia e noi lavoriamo per battere su tutti i fronti le destre, da quello locale a quello nazionale”.

Tornando alla candidatura di Enrico Letta, il segretario dem ha scelto di puntare su alcuni temi chiave…

“Mi sembra che abbia centrato i punti cruciali. Dare un sostegno nazionale al Distretto delle Scienze della vita e costruire sinergie con il Pnrr è decisivo per aumentare il potenziale di innovazione, ricerca e attrazione di investimenti. Riuscire a collocare su Siena funzioni strategiche di rango nazionale, a partire dalla lotta alle pandemie e all’antibiotico-resistenza, può aprire nuove traiettorie di sviluppo. Così come è giusto puntare al raddoppio della tratta ferroviaria Siena-Poggibonsi, indispensabile per costruire una connessione efficace con le aree più dinamiche della Toscana, con gli aeroporti di Firenze e Pisa e con l’alta velocità direzione nord”.

E sul futuro di Mps?

“Condivido i quattro paletti, posti in modo chiaro, dal segretario del Pd: salvaguardia occupazionale, tutela del marchio, ruolo di Siena e permanenza dello Stato. Da queste quattro condizioni credo si debba partire. Detto ciò siamo di fronte ad un passaggio delicato, che va affrontato con un progetto praticabile, sostenibile e rivolto al futuro. È indispensabile che il governo apra un confronto alla luce del sole con i sindacati e con le istituzioni territoriali. Lo si fa per tutti i processi di riassetto o di crisi aziendale, non capisco perché non lo si debba fare per Mps. Le istituzioni regionali e locali dovrebbero puntare ad avere una posizione condivisa. Potrebbero partire dal documento approvato all’unanimità in Consiglio regionale”.

Non c’è il rischio che nello scontro elettorale la propaganda prevalga sulla realtà?

“Non servono specchietti per le allodole, ma un confronto sulla funzione industriale e sulle garanzie formali per salvaguardare al massimo possibile l’integrità della struttura aziendale e una configurazione che ne assicuri, anche dentro un nuovo quadro, un profilo di autonomia. L’approdo non va dato per scontato, i quattro punti posti da Letta sono imprescindibili”.

Simone Bezzini con Eugenio Giani

La Lega propone la “banca del territorio”, come strategia per MPS. Cosa ne pensa?

“La Lega è una forza di maggioranza, non di opposizione al governo, dunque se ha una proposta la presenti subito a Franco e Draghi”.

Passando alla Sanità, si può dire che ora la campagna vaccinale in Toscana sta andando bene…

“La Toscana è, insieme alla Lombardia, ai vertici in Italia per percentuale di popolazione coinvolta nella campagna di vaccinazione. Le dimensioni dell’impresa sono tali che non sono mancati i momenti di difficoltà, che però abbiamo superato facendo squadra e rimboccandoci le maniche. Ironia della sorte: due tra le Regioni più criticate all’inizio, anche per opposte opportunità politiche, si trovano ora a trainare la campagna nazionale… Anche per quanto riguarda le fasce più a rischio, per età e patologie, abbiamo da tempo raggiunto percentuali molto elevate, a partire proprio dagli over80. Ma ora siamo in un’altra fase, quella della vaccinazione dei giovani che rientrano a scuola, che hanno risposto in modo sorprendente, e della terza dose per le categorie più fragili, che parte questa settimana secondo le indicazioni ministeriali”.

Il Green Pass è ormai al centro del dibattito politico… Lei cosa ne pensa?

“Sono a favore dell’estensione del Green Pass, che ritengo non solo una necessaria misura sanitaria, ma uno strumento di libertà e di responsabilità decisivo per far ripartire la vita economica e sociale del Paese. Vaccinarsi non è solo un atto individuale, ma un atto dal grande valore collettivo per la salvaguardia della salute di tutti e soprattutto dei più vulnerabili”.

Per la sanità, provata dall’emergenza Covid, è un momento complesso…

“Occorre uscire da dalla dicotomia tra retorica del modello toscano e disfattismo. Bisogna guardare in faccia la realtà. Siamo, anche per effetto della pressione pandemica, a un cambio di fase che da una parte ci consegna tante cose buone in termini di performance sanitarie, come evidenziato dall’ultima griglia Lea, ma dall’altra vede l’emergere di diverse criticità in parte derivanti da errori compiuti negli anni passati su scala nazionale come ad esempio il corto circuito tra formazione e fabbisogno di professionisti”.

Si parla di “buco” in sanità, di blocco delle assunzioni, ci sono molte tensioni in giro.. Cosa sta succedendo davvero?

“Le parole sono pietre e vanno usate in modo appropriato e ponderato. Provo a spiegare sinteticamente questioni molto complesse. Quando a fine ottobre dello scorso anno sono arrivato in assessorato, mi sono reso conto da subito che ci sarebbe stato da faticare molto per arrivare all’equilibrio finanziario 2020 e soprattutto 2021. Per il 2020 ce l’abbiamo fatta grazie al combinato disposto tra una serie di misure nazionali e regionali. Per quest’anno la sfida è ancor più impervia, ma stiamo facendo passi nella giusta direzione. E’ vero che i saldi parziali sono negativi come avviene sempre in questo periodo vista l’indeterminatezza di alcune voci di entrata e le stime prudenziali fatte dalle aziende. E’ altrettanto vero che tali saldi hanno un ammontare superiore al passato un po’ per ragioni strutturali, in  parte per il trascinamento di alcune scelte fatte nel 2020, in parte per le spese Covid che stiamo sostenendo nel 2021 e per la necessità di tenere alti i volumi delle attività no-Covid. Le azioni che stiamo mettendo in campo stanno facendo fare progressi rilevanti verso l’equilibrio finanziario. Inoltre la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, anche su mia proposta,  sta assumendo un’iniziativa per chiedere al Governo che vengano rimborsati i costi che le regioni stanno sostenendo per il contrasto al Coronavirus in ambito sanitario e sociosanitario come in parte è avvenuto lo scorso anno. Su questo il Presidente Giani sta giustamente operando per costruire un quadro condiviso con i governatori delle altre regioni. Insomma dobbiamo lavorare duro e assumere qualche scelta che può sembrare impopolare, ma con un mix di azioni di ottimizzazione della spesa sanitaria, iniziative regionali e nazionali potremo garantire la sostenibilità del sistema di sanità pubblica”. 

E sul blocco delle assunzioni?

“Tra il 2020 e gli inizi del 2021 la Toscana è stata la regione che ha fatto più assunzioni a tempo indeterminato in Sanità. E’ stato giusto farlo, ma questo ora crea un impatto finanziario che va gestito con oculatezza. Per questo abbiamo da due mesi a questa parte istituito un meccanismo per il quale è il dipartimento regionale ad autorizzare le assunzioni richieste dalle aziende sulla base di comprovate necessità e gerarchie di priorità. Dopodiché voglio evidenziate un dato: da quando è entrato in vigore questo metodo sono state autorizzate 610 assunzioni tra cui 240 medici. E’ evidente dunque che non siamo  di fronte ad un blocco totale, come alcuni in modo fuorviante sostengono. Anzi le dico che se lo Stato ci rimborserà le spese Covid le maglie potranno gradualmente allentarsi. Detto questo, comprendo le difficoltà evidenziate dai professionisti e le preoccupazioni dei sindacati e ci stiamo impegnando per dare risposte. Alcune istanze verranno raccolte già nella prossima riunione di Giunta. Poi tutti insieme dobbiamo dare battaglia affinché venga irrobustita la dotazione del Fondo Sanitario Nazionale in modo da costruire un nuovo equilibrio tra percorsi formativi, fabbisogni e assunzioni per dare una prospettiva al carattere pubblico e universalistico del nostro sistema sanitario”. 

Anche sulle liste d’attesa la pandemia si è fatta sentire…

“Senza dubbio, anche se la Toscana è fra le Regioni più ‘resilienti’, ovvero quelle che hanno perso meno prestazioni ambulatoriali durante la pandemia, come emerge da uno studio di Agenas. Alle liste di attesa venutesi a determinare durante la fase più acuta dell’emergenza si è aggiunto il recente e progressivo aumento di richieste di prestazioni da parte dei cittadini, che in molti avevano rimandato durante il periodo più critico. Per questo abbiamo attivato una task force regionale e una nuova strategia organizzativa. Ci vorrà un po’ di tempo, ma i frutti si iniziano a vedere già ora”.

Insomma tante difficoltà, ma come pensa di affrontare  la prospettiva?

“I cambi di fase sono per definizione delicati. Può emergere un nuovo spirito unitario e costruttivo, o possono prevalere spinte disgregative e corporative. Noi dobbiamo impegnarci affinché prevalga la prima opzione. Per questo occorre provare insieme a dare vita a un patto fondato sulla condivisione delle sfide che abbiamo di fronte, un patto che tenga assieme Regione, Sindacati, Associazioni, Università, Sindaci, Ordini professionali. Questo può anche rappresentare il naturale approdo della campagna di ascolto per Stati Generali promossa dal Consiglio Regionale”.

E con quali idee?

“Interiorizzare la gestione Covid uscendo dalla logica emergenziale, rafforzare la funzione regionale della programmazione, dare maggiore protagonismo ai territori consolidando l’esperienza delle Società della salute, affrontare i nodi dell’emergenza-urgenza e della continuità assistenziale, costruire un nuovo equilibrio tra bilancio sanitario e regionale. Poi ci sono le questioni cruciali del Pnrr e degli investimenti”.

Sul Pnrr ci sono tante aspettative . Può dirci qualcosa in più?

“Il Pnrr non è solo un’opportunità per attivare investimenti, è soprattutto la possibilità di progettare un nuovo pilastro del sistema di welfare territoriale basato su principi di innovazione, prossimità e uguaglianza. Questa è la più grande sfida della legislatura e ci stiamo attrezzando per vincerla. Una sfida valoriale, programmatica e organizzativa al tempo stesso. Case di comunità, ospedali di comunità, assistenza domiciliare, digitalizzazione e telemedicina, centrali di coordinamento, sono elementi cruciali di un sistema che deve davvero prendersi cura delle persone con continuità, appropriatezza e vicinanza. Ciò a partire dai segmenti di popolazione con patologie croniche, agendo con una logica multidisciplinare e multiprofessionale. In Toscana non partiamo da zero”.

E sugli investimenti?

“Il Pnrr nei suoi diversi filoni dedicati al diritto alla salute consentirà di attivare 480 milioni di investimenti sulle strutture territoriali, a cui si aggiungeranno quelli non ancora definiti nei dettagli per sanità digitale, medicina  d’iniziativa, assistenza domiciliare, ricerca e innovazione. A ciò si aggiungono le risorse legate al cosiddetto art 20 con circa 500 milioni che saranno attivabili nei prossimi tre anni destinati prevalentemente agli ospedali. Se a ciò sommiamo, altri filoni di finanziamento (p.es. sismica) e quelli legati all’emergenza, viaggiamo verso 1.3 miliardi di risorse in conto capitale per opere cantierabili nei prossimi 5 anni”.

Una mole di risorse imponente, che richiederà un grande impegno in termini di progettazioni, appalti, gestione cantieri..

“E’ indispensabile dotarsi di strutture tecniche operative in grado di reggere l’urto di questa sfida per  spendere bene e presto queste risorse”.

(Le foto di Simone Bezzini sono tratte da foto profili pubblici di FB)

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