Bomba sociale, cresce l’ansia superbonus

Ci è caduto l’occhio su quanto scrive, senza mezzi termini, Nicola A.Borzi, giornalista investigativo di economia e finanza per il Fatto Quotidiano.

Lo scorso 26 giugno, in un link di sintesi – https://www.linkedin.com/posts/nicolaborzi_superbonus-edilizia-governo-activity-6946598113457405952–24e?utm_source=linkedin_share&utm_medium=ios_app – annunciava il suo focus in edicola sul giornale diretto da Peter Gomez. In esso anticipava che sul superbonus sta scoppiando una vera e propria bomba sociale: “Decine di migliaia di imprenditori onesti, lavoratori, famiglie vanno verso la catastrofe nel disinteresse del governo: 33mila imprese, soprattutto artigiane, sono a rischio fallimento, 60mila sono senza liquidità, 150mila dipendenti possono perdere il posto di lavoro”.

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Le sue argomentazioni sono molto interessanti e prendono spunto dal blocco improvviso deciso dal Governo dell’incasso dei crediti fiscali per il Superbonus. Esso è giustificato anche dalle truffe perpetrate, ma esse – dice Borzi –, forte dei dati di Agentrate, sono solo il 3% del totale, ed il 90% è sui bonus per le facciate dei condomini.

Di qui, Borzi individua precise responsabilità politiche e un prevalere dei poteri forti su quelli deboli. Invitandovi alla sua lettura per esteso, ne abbiamo approfittato per sentire una testimonianza a noi più vicina: Giannetto Marchettini, imprenditore e attuale presidente di Ance Siena.

Marchettini ha assunto l’incarico nell’aprile di un anno fa – https://siena.ance.it/default.aspx – e in precedenza aveva definito la sua mission di imprenditore in un’interessante intervista di Virginia Masoni – https://canale3.tv/ance-piazza-delledilizia-face-to-face-con-giannetto-marchettini/ – per “Piazza dell’Edilizia”.

Buongiorno Presidente, grazie di essersi messo a disposizione. Abbiamo portato la sua attenzione su quanto scritto da Il Fatto Quotidiano, ha delle considerazioni da fare sui problemi che sta vivendo l’edilizia senese?

“Concordo sul fatto che la questione Superbonus 110% è la vera e primaria emergenza che sta vivendo la categoria. Più in specifico si tratta dell’aspetto dei crediti fiscali che non riescono a trovare una monetizzazione. Fra dicembre e gennaio, il Governo, a fronte della crescita esponenziale delle opere intraprese, sicuramente oltre le dotazioni stimate, è corso ai ripari mettendo alla legge di bilancio dei paletti che di fatto hanno bloccato il sistema economico e messo a rischio l’impresa o il privato che si siano assunti il credito fiscale. Tale credito va correttamente sul cassetto fiscale, ma poi non ci sono state banche o assicurazioni che dopo dicembre abbiano corso il rischio di monetizzarlo. Così si priva di liquidità il mercato che si sta del tutto bloccando, in assenza di risorse per pagare dipendenti e fornitori”.

Giannetto Marchettini, presidente Ance Siena

Lo scorso 21 giugno, l’Ance Nazionale – https://ance.it/2022/06/superbonus-filiera-costruzioni-subito-incontro-con-leader-politici-per-sblocco-crediti/ – ha dato un segnale controverso, facendo appello non più al Governo ma alle forze parlamentari perché sia trovata una soluzione…

“Attendiamo, qui a Siena, alla Cassa Edile, il 14 luglio prossimo l’onorevole Riccardo Fraccaro, già ministro e sottosegretario alla Presidenza con delega Cipe, per manifestargli le nostre enormi difficoltà. Serve una decisa azione parlamentare per uscire da questa situazione. Riteniamo che il Governo si sia preso enormi responsabilità per cercare di limitare questa legge che di fatto non aveva limiti di spesa e che interessa il 95% del patrimonio edilizio urbano con il solo limite di estensibilità a più di due abitazioni pro capite. Riteniamo quanto avvenuto un metodo surrettizio per bloccare gli investimenti. Oramai da qualche mese progetti e cantieri non partono più: non c’è certezza che qualcuno paghi al termine di uno studio o di una fase di avanzamento delle opere”.

A questo scenario che mette in grossa difficoltà le imprese, Lei collega direttamente il secondo problema che vivono le aziende di Ance…

“Come non potrebbe essere? La realtà è che, mentre la nostra capacità di sviluppo e di impresa è messa a rischio, ci stiamo avvicinando con tutta la filiera ai fondi del Pnrr che dovranno essere investiti. Anche sul nostro territorio ci saranno molte opportunità per appaltare, investire, spendere e rendicontare tali fondi. Su questo percorso tuttavia non siamo aiutati né dalla burocrazia né dall’incredibile lievitazione dei prezzi dei materiali di costruzione. Aver vinto una gara d’appalto un anno fa e dover dare esecuzione ai lavori nella contingenza attuale, per molti equivale a lavorare in diseconomia: gli aumenti si sono portati via il margine attivo di ricavo. La soluzione a quest’anomalia che appartiene al Sistema Italia, non può esser fatta ricadere sulle singole imprese. Sono assolutamente favorevole che lo Stato si voglia dotare di un sistema di regolarità e di serietà per la miglior qualificazione delle imprese e della concorrenza, che la legislazione assicuri un codice appalti snello e moderno – https://www.money.it/riforma-appalti-legge-delega-pubblicata-gazzetta-ufficiale – ma staccare la nuova legislazione da un’economia reale che non può viaggiare alla stessa velocità, potrebbe comportare la rinuncia alle opere da parte di molte imprese e conseguentemente la perdita della tempistica per l’utilizzo dei Fondi Pnrr. Anche di questo la politica deve discutere prima che quest’incredibile e straordinaria occasione di compiere investimenti sul territorio venga persa irrimediabilmente”.

Disturbiamo ancora la comunicazione dell’Ance Nazionale – https://ance.it/2022/06/decreto-flussi-ance-e-misericordie-insieme-per-linserimento-dei-migranti-in-edilizia/ – per trattare la terza criticità che state vivendo: la domanda di lavoro che non copre l’offerta. La soluzione sono davvero i migranti?

“Sono una soluzione. Premesso che le prime due criticità trovino uno sbocco e siano risolti i pagamenti dei crediti fiscali da superbonus e che sia più agevole la burocrazia, è chiaro che aziende in sviluppo necessitano di una forza lavoro che al momento non c’è. Le faccio un esempio numerico: nel 2008 quando l’edilizia ha cominciato a bloccarsi avevamo 4 mila muratori iscritti alla Cassa edile di Siena. Un numero potenzialmente importante che gli anni della crisi hanno ridimensionato enormemente riducendoli ai 1900 di un anno fa. Quando il settore ha ricominciato a svilupparsi quasi cinquecento lavoratori un tempo qualificati e iscritti sono tornati indietro, ma resta il fatto che non basta una riconversione che li porta a 2400-2500 se i cantieri riprenderanno a crescere di numero. Con quest’urgenza, anche noi a Siena, abbiamo guardato ad altri mondi come quello dell’accoglienza. E’ di questi giorni la conclusione di un nostro corso cui avevano aderito dieci lavoratori provenienti dall’Africa; nonostante non avessero in partenza alcuna formazione, è bastata la nostra preparazione di un mese a renderli appetibili alle imprese e li stiamo già collocando”.

Giannetto Marchettini, presidente Ance Siena

Si può dire quindi che l’edilizia sia il comparto multietnico per eccellenza?

“Non saprei fare un confronto al momento con agricoltura o servizi di ristorazione, tuttavia posso affermare con certezza che nell’edilizia senese sono impiegati lavoratori di settanta nazionalità diverse con preminenza di romeni e kosovari. L’offerta di lavoro è quanto mai la forma di accoglienza più impattante sulle politiche migratorie e si può dire che un’edilizia che cresce risolve problemi a persone di buona volontà che così possono costruirsi anche l’obbiettivo di rimanere. Quindi stabilito che l’edilizia è un enorme laboratorio multietnico, va sempre precisato che l’apprendimento dell’italiano che è aspetto che noi teniamo in massima importanza, è viatico per inserirsi e per realizzare sicurezza che da noi è aspetto davvero molto importante e che le stesse imprese tengono in massima attenzione”.

Ma oltre ai manovali c’è una forte offerta anche per tecnici specializzati?

“Assolutamente sì. Sempre di più. Le tecnologie innovative cambiano continuamente le strategie di lavoro e servono giovani preparati e disposti a impegnarsi. Dobbiamo in questo caso fare un plauso alla Regione Toscana che differentemente dal passato sta agendo bene e con celerità sulla formazione – https://www.toscana-notizie.it/web/toscana-notizie/-/dalla-scuola-al-lavoro-la-regione-finanzia-altri-tre-progetti-ifts -. E Siena sarà uno dei quattro enti formativi della Regione per creare nuovi tecnici e per fare formazione post diploma sulla rigenerazione del patrimonio edilizio urbano con tecniche innovative”.

Una preparazione specializzata che riguarda anche il Bim – https://anie.it/dal-1-gennaio-2025-bim-obbligatorio-nelle-opere-pubbliche-per-interventi-oltre-il-milione-di-euro/?contesto-articolo=/servizi/normativa-e-legislazione-tecnica/notizie-normazione-legislazione/#.YrsWXHZByUk – Ci pare di capire che in pratica dal 2025 ogni opera pubblica sarà sottoposta a questa procedura…

“Quando si parla di Bim 2025, si parla di tutta una serie di aspetti che servono a creare competenze tecniche per lavorare su questi processi risolutivi con persone che sanno di cosa si tratta e abbiano la capacità di farli funzionare. Le nostre imprese vengono da anni di crisi, alcune hanno subito un grandissimo ridimensionamento, altre, in genere le più grosse, sono addirittura saltate. Faremo il possibile per facilitare le attuali a dotarsi di strutture più snelle ed affrontare questa crescita di competenza tecnica per portare in porto anche questi lavori che non sono facili da fare. Basta che l’attuale prospettiva di crescita si rafforzi”.

Torniamo prima di lasciarci al tema con cui abbiamo aperto quest’intervista. Il giornalista che ci ha ispirato l’articolo parlava di una contrapposizione fra grande impresa e piccola impresa. Inoltre ci verrebbe da dire che il blocco del superbonus non vede tra i danneggiati i soli operatori dell’edilizia. No?

“Comincio dall’ultima cosa. Assolutamente vera. Chi ha messo a disposizione la propria abitazione per un cantiere del superbonus vede oggi arrestarsi i lavori, la permanenza dei ponteggi, possibili aperture create che non danno né protezione né sicurezza e nessuno che sia disposto a dargli risposte. Sì, certo, anche i cittadini sopportano gravi disagi. Il Superbonus 110% è nato a luglio 2020 per far ripartire l’economia, ma con tutti questi problemi sta per rivelarsi come un boomerang che torna addosso e le cui problematiche, forse, non sono ancora del tutto evidenti all’opinione pubblica”.

“Per l’altra ipotesi – conclude Marchettini -. Probabilmente risente di una querelle, mal interpretata e portata agli estremi, fra il nostro mondo e quello degli artigiani e più specificamente riguardante la nostra richiesta che determinate opere siano competenza solo delle aziende dotate di SOA, in quanto l’asseverazione dei requisiti economico-organizzativi dell’impresa è garanzia per tutti, in primis il settore pubblico. Non è un confronto fra deboli e potenti, se fosse guerra, questa sarebbe una guerra fra poveri perché se non sta bene l’artigiano che non riscuote il credito fiscale sull’opera che sta eseguendo, non sta meglio la grande impresa che ha agito da general contractor e subappaltato i suoi lavori e che si vede bloccare la monetizzazione di “n” lavori nella contingenza attuale. Probabilmente se si riprenderà a generare ricchezza quelli grandi saranno più ricchi e quelli piccoli saranno meno ricchi, ma la battaglia per ora è comune a tutti”.

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