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sabato, Luglio 20, 2024

Circondati da spazi vuoti, inutili, cimiteriali

A sorpresa il Consiglio d’Europa approva la legge che costringerà a restituire spazi all’ambiente

Emiliano mi chiama. Da un po’ lo vedo più spesso. Apparentemente scorbutico è uomo che con le mani fa tutto e mai rifiuta di far tutto quando glielo si chiede. Siccome però arrotonda facendo il batterista in un gruppo musicale, da giorni ha l’assillo di non sapere dove andare ad esercitarsi.

Gli servirebbe un luogo chiuso, dove far rumore senza alcuno che si lamenti. Non lo trova.

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Più tardi, faccio la solita strada di tutti i giorni, costeggio ed entro in un paio di zone artigianali, grosse, piene di capannoni in attività e altri edifici coperti di erbacce infestanti; e anche immondizia. Con porte chiuse che, a pensarci bene, mai di recente ho visto aperte.

E’ un po’ la storia attuale dell’economia reale prestata ai tribunali, le ditte che c’erano non hanno retto, i muri sono sembrati valori a tutela del debito e di questa apparenza si sono fregiati vanamente per anni. Quando da opportunità sono divenuti sperperi.

Qualcuno li possiede, è naturale, ma non producono reddito e le varie curatele che li gestiscono non si mettono a trovare il modo per cercare tutti gli Emiliano che ci sono e le loro batterie per riscuotere i due spicci che offrono. Più problemi che ricavi e magari il pretesto per qualche avvocato di alzare l’ennesima polemica che fa solo ore di parcella.

Ma la tematica non riguarda solo i batteristi di mezz’età, questa è anche la storia di ragazzi che avrebbero l’idea di farsi un’impresa ma che non trovano sistemazione se non hanno la “fortuna” di essere assegnatari di qualcosa, magari un bene di mafia. Fortuna, sì…

E poi ci sarebbero anche quegli altri ragazzi che, in anni di crescita zero, vorrebbero metter su casa e famiglia, ma che non ci riescono. La colpa? Mettiamo sia stato il Grande Fratello. A Siena gli alloggi ci sono, ma a prezzi superiori la domanda che viene fatta. E gli altri vani? Vuoti, inutili, cimiteriali. E le attività? Le confederazioni degli artigiani sono già razza in via d’estinzione, i fondi sono vuoti, a meno che non abbiano un barile, bicchieri di spritz e molti appetizers.

Viviamo tra palazzi sfitti, capannoni abbandonati, costruzioni inutili. Che l’ammasso delle nostre regole ne impedisce il riuso ai fini di una giusta entropia. Qui invece l’entropia non è il mezzo evolutivo ma il risultato finale che tra l’altro arriva anticipato.

Le cifre non servono. Sul finire del XIII secolo, Siena arrivava a ospitare, quanto?, in certi periodi centomila anime; oggi con il cemento e le lastre che raddoppiano due o tre volte gli spazi medievali non si arriva ad averne la metà. Capitalismo, convenienze, diritti soggettivi.

Accettare supinamente tutto questo è solo rifiutarsi di avere un ruolo responsabile nell’immediato futuro. Rifugiarsi nel risparmio – quello più gretto, ma anche legittimo -, è chiedere l’arrivo della deflazione che è veleno per il nostro sistema economico che cresce solo con l’estensione.

Bene, però l’estensione in tema di immobili, non è nel futuro programmabile dei senesi. Il divieto di consumo di nuove superfici sta per divenire assoluto.

L’agenda 2030 aveva detto basta all’attuale utilizzo del suolo. Ma lo si è addirittura aumentato, quasi 2,4 metri al secondo (dati Ispra). Il fatto nuovo tuttavia si è concretizzato questa settimana. Ce ne parla oggi l’amico Luca Gentili.

Forse un connubio che ha esaltato i verdi, speso dai Popolari sull’altare delle manovre che porteranno al nuovo governo di Europa. A sorpresa la Nature Restoration Law è stata approvata. Contraria ancora l’Italia che in quel futuro governo non è ancora sicura di un giusto posto per Giorgia, la legge che impone di ripristinare almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell’Ue entro il 2030 è passata grazie all’inaspettato sì dell’Austria.

Così quasi sottotraccia, abbastanza snobbata dalla stampa italiana, si sblocca dopo mesi di stallo una delle iniziative più controverse del Green Deal. La norma – lo ripetiamo – prevede che almeno il 20% degli ecosistemi danneggiati e il 30% degli habitat in cattive condizioni nel territorio Ue debbano ritornare al loro stato naturale entro il 2030.

E qui il pensiero corre veloce ai molti siti abbandonati o prossimi all’abbandono di casa nostra. Ora, indipendentemente dalle proprietà, dovrà esser restituito un giusto uso a questi luoghi per il bene futuro.

E premesso che molti di questi siti sono anche tossici e che per la riduzione in pristino – vedi “torre della marmellata” – servirebbero risorse che non ci sono, ce n’è in abbondanza per aprire qualche riflessione con chi ritiene che grazie a questa legge si possa fare sviluppo in un posto come Siena. Idee? Suggestioni?

Come al solito, noi proponiamo di parlarne…

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