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lunedì, Settembre 26, 2022
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Dunque il virus torna a crescere

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Dunque, l’arrivo della bella stagione, il caldo, il sole, il mare… non fermano il virus. Anzi il il virus è ripartito. Il Cts (Comitato Tecnico Scientifico presso il Ministero della Salute) ipotizza 30 mila casi al giorno di positività della peggior variante (la Delta) entro agosto.

L’indice di contagio (lo RT) è tornato sopra a quota 1. Gli attuali parametri impongono che superati i 50 casi ogni 100 mila abitanti (solo la settimana scorsa eravamo a 9) o la soglia minima di rischio del 40% di occupazione delle aree mediche e del 30% delle terapie intensive si debba tornare dalla zona bianca a quelle colorate: quattro regioni (Campania, Sicilia, Marche e Abruzzo) sembrano già a rischio e una eventuale nuova chiusura andrebbe in danno di un mercato turistico che genera buona parte del Pil.

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Da ora in poi come abbiamo imparato – fino a quando non interverranno dei fatti (che fino ad oggi sono stati rappresentate dai vaccini, le diverse forme di distanziamento sociale e i numerosi divieti: https://www.governo.it/it/cscovid19/report-vaccini/ ) – la progressione sarà algebrica esponenziale: 1 – 2 – 4 – 8 – 16 ecc.). Ma grazie ai vaccini – il ministro Roberto Speranza ne è convinto – gli effetti saranno diversi da quelli che abbiamo conosciuto nelle precedenti “ondate”.

Con la popolazione anziana – quella che preoccupava perché ingolfava le rianimazioni degli ospedali – messa in sicurezza, le classi di età che saranno colpite saranno più giovani e con esse, probabilmente le patologie saranno diverse, probabilmente molto meno gravi e meno drammatiche. Questo nei grandi numeri, a beneficio di una vera statistica che al momento si basa su numeri e rilievi insufficienti.

Ma assisteremo a casi gravi e preoccupanti che coinvolgeranno giovani e non saranno meno dolorosi. Insomma, purtroppo, il virus non è alle nostre spalle. Come sempre la fretta – e ancor più la propaganda – sono state cattive consigliere.

E ora? Nuove chiusure così come anticipato? Tutto aperto, ma solo per il ristretto numero di chi ha il green-pass (alias certificazione verde Covid-19: https://www.dgc.gov.it/web/ )? Diritto a rischiare per chi vuole?

Intanto, diciamoci la verità, una volta per tutte: bisogna prepararci a convivere con il virus. L’immunità di gregge non è facile da raggiungere, il virus e mutevole e non conosce i molti confini che ci siamo geopoliticamente imposti, mentre il consorzio umano non ha ancora deciso una strategia univoca di lotta.

Ha ragione chi dice: “Va chiuso e vietato ciò che non è controllabile o organizzabile e va permesso, favorito, sostenuto e promosso quello che può essere gestito e organizzato perché sappiamo tutto quello che c’è da sapere per farlo”.

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