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lunedì, Aprile 15, 2024

La dieta mediterranea vive a Pollica

Dibattito su cibo e salute con il sindaco cilentano della cittadina preferita dall’Unesco

Il Festival della Salute passa attraverso il cibo. Lo fa con il convegno ospitato nella Cripta del Complesso Universitario San Francesco, dal titolo Cibo, dieta mediterranea e salute.

L’incontro, inserito nel nutrito programma della XVI edizione della manifestazione, è stato moderato da Anna Maria Aloisi, direttrice della scuola di specializzazione in scienza dell’alimentazione dell’Università di Siena, che ha scandagliato con i numerosi ospiti i segreti dello stile alimentare italiano.

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Tra i relatori anche Stefano Pisani, sindaco di Pollina, nel Cilento, in rappresentanza del Comune decretato dall’Unesco come il più rappresentativo d’Italia in fatto di dieta mediterranea. Con lui la responsabile dell’Uos Dietetica e Nutrizione Clinica del Policlinico delle Scotte Barbara Paolini, Sara Guidelli, direttrice nazionale di Legacoop Agroalimentare, Sara Roversi, presidente di Future Food Lab, il cuoco di Rai 1 Alessandro Circiello, Monica Germani, dietista e nutrizionista, conduttrice di Dribbling, Elvira Resciniti, cardiologa del Bellaria di Bologna.

Stimolati dalle domande della moderatrice, gli ospiti hanno esaminato la questione dieta mediterranea, approfondendo il legame tra cibo e salute, ognuno secondo il proprio punto di vista.

La dieta mediterranea non è facilmente replicabile altrove, perché si basa sulla disponibilità del cibo locale e di stagione. È una dieta varia che si sposa a uno stile di vita basato sul movimento, la salute psichica e una normale vita sociale, cioè l’insieme dei parametri che costituiscono tutti insieme il benessere di una persona.  Varietà, semplicità, cotture poco elaborate e condimenti gustosi ma non pesanti, è quello che la contraddistingue.

Non è una dieta da ricchi, ma sicuramente è uno stile di vita da attuare in cucina più che con il cibo pronto per non parlare del fast food.

È legata anche alla protezione dell’ambiente, in quanto l’uso di legumi per l’apporto di proteine al posto di carni rosse, è sicuramente positivo per la salute del pianeta.

Nel corso del convegno sono stati affrontati anche i temi del cibo sintetico, degli allevamenti intensivi e delle zone agricole non utilizzate.

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