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sabato, Ottobre 1, 2022
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Laura Sparavigna: “La Tampon Tax è un problema di tutta la società”

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Gli assorbenti, i tamponi, le coppette mestruali, ma anche pannolini e pannoloni, sono considerati dal nostro sistema come beni di lusso e non beni di prima necessità. La tampon tax è l’IVA applicata su questo tipo di prodotti che in Italia sono tassati del 22% rispetto al prezzo originale.

Un’imposta che resiste dal 1973, quando fu introdotta per la prima volta con aliquota al 12% ed è è stata costantemente aumentata fino a diventare oggetto di una battaglia economico-sociale.

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Nel 2019 la Camera dei deputati ha approvato un emendamento al decreto fiscale che abbasserà l’IVA dal 22 al 5 per cento, ma solo per gli assorbenti biodegradabili e compostabili che rappresentano una minima parte dei prodotti in commercio e non sono comunemente usati dalle donne.

Con l’approvazione dell’ultima legge di bilancio viene confermata anche per il 2021 dunque la tampon tax con l’IVA al 22% sugli assorbenti. La richiesta, che era stata portata avanti in Parlamento con un emendamento firmato da Laura Boldrini e online tramite il movimento Onde Rosa e la petizione su Change.org, era quella di abbassare l’aliquota al 5% per tutti gli assorbenti e non solo quelli compostabili. 

Una battaglia che vede impegnata attivamente la consigliera comunale di Firenze Laura Sparavigna, che attraverso il Tampon Tax Tour ha fatto il giro dell’Italia per sensibilizzare la popolazione su questo argomento.

L’iniziativa è partita da Firenze il 15 luglio, toccando 40 tappe in tutta Italia per chiedere un ‘nuovo ciclo’, per garantire “un diritto sociale delle donne, la tutela dell’igiene e della salute e l’equità socio-economica fra generi” e martedì 21 settembre è arrivata alla Camera dei Deputati.

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