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mercoledì, Settembre 28, 2022
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Tributo per la Dandini. E il Festival se ne va

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Un Teatro dei Rozzi tutto esaurito ha ospitato “Ferite a morte”, lo spettacolo scritto e diretto da Serena Dandini, che ha concluso la XIV Edizione del Festival della Salute.

La platea del teatro dei Rozzi

Un evento fortemente voluto dall’organizzazione del Festival per portare un contributo sul tema donne e violenza, donne e salute. Una riedizione speciale di un progetto nato nel 2013 dal desiderio di raccontare le vittime di femminicidio attraverso monologhi ispirati a fatti di cronaca ed alle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per di chi diceva di amarle.

Orsetta De Rossi
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Ciaccineria

L’autrice e scrittrice Orsetta De Rossi ha aperto lo spettacolo con “Il mostro”, la storia di una figlia che ha subito abusi in casa dal padre per poi essere arsa incinta del terzo figlio. E poi ha raccontato la storia di un matrimonio trasformatosi subito in un incubo dalle violenze di un marito geloso.

Lella Costa

L’attrice Lella Costa ha dato voce a una donna in carriera che aveva la sola colpa di essere stata più brava del marito nel lavoro; prima a parole e poi con un colpo decisivo che le è costato la vita. Poi parla di una mamma morta per mano del suo compagno, strangolata nel cuore della notte.

Carlotta Vagnoli

Carlotta Vagnoli, content creator e attivista Sex columnist ha raccontato la storia di Meggy, una ragazza di 16 anni, vittima di una violenza sessuale mortale mentre faceva jogging.

Serena Dandini

Serena Dandini ha parlato di un amore malato nei confronti di un “uomo forte” che la picchiava, ma lei aveva paura di perderlo e che l’ha uccisa con quell’intimo che lei vendeva nel suo negozio. Ha poi raccontato di una coppia apparentemente perfetta; con lei poi uccisa e messa nel congelatore dal compagno.

La responsabile Rete Codice Rosa Regione Toscana Vittoria Doretti ha raccontato di una violenza subita nel periodo nel lockdown, di una donna prigioniera della sua casa e di un marito violento.

Josephine Yole Signorelli in arte Fumettibrutti, fenomeno del fumetto italiano, ha raccontato la storia di Amina uccisa dagli uomini di casa perché amava un uomo che non avevano scelto per lei.

Clio Biondi Santi

L’assessora alle Pari Opportunità del Comune di Siena Clio Biondi Santi parla di una morte annunciata ma non ascoltata né tanto meno impedita.

Il caposervizio regione de Il Tirreno Ilaria Bonuccelli racconta di un marito che ha ucciso i figli con un taglierino pur di toglierli alla madre, che quel giorno è morta con loro pur rimanendo in vita.

La direttrice nazionale Lega Coop Agricoltura Sara Guidelli ha raccontato di una ragazza di Kabul uccisa dai talebani perché amava studiare.

Uno spettacolo coinvolgente e ricco di emozioni che ha lasciato al pubblico dei Rozzi tante storie su cui riflettere ed alle quali non rimane che dare voce affinché tali sofferenze non si perdano nella memoria. Ed è con questo invito che Serena Dandini ha concluso lo spettacolo: “Non faremo il dibattito come previsto, il dibattito fatelo dentro di voi”.

Paolo Amabile, Francesca Appolloni e Mario Di Luca

Da ultimo sul palco sono saliti il direttore artistico del festival Paolo Amabile, l’organizzatore Mario Di Luca e l’assessore alle Politiche della Salute di Siena Francesca Appolloni per i saluti e i ringraziamenti a fine Festival. Sarà ancora una volta un arrivederci?

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