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mercoledì, Aprile 17, 2024

Ballottaggio Siena, cosa succede sui mondi degli sconfitti

Destino degli astri minori è di volare intorno alle stelle maggiori. In attesa di capire chi è solo pianeta fra Anna e Nicoletta, guardiamo a chi – gli sconfitti del primo turno – per i prossimi cinque anni potrà solo continuare a ruotare a buona distanza dal sole…

Mondo Pacciani – Avesse vinto Fabio Pacciani avrebbe ragionato di idee e progetti per sviluppare intese con un mondo partitico che aborrisce. Con la sconfitta è quasi certo che dovrà trovare la forza in se stesso per non cedere alla tentazione di fare un passo di lato; un contentino gli arriva dalla recente decisione a maggioranza di rappresentare ancora lo schieramento nella prima tornata di colloqui con le due “sindache” in pectore.

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Lo schieramento che già ora dovrebbe portare in aula, oltre all’ex candidato sindaco, almeno 2-3 eletti, è presumibile che non farà ancora a lungo gruppo comune, e quindi siamo a “una sorta di libertà di scelta” in attesa di rivedere – probabilmente a estate conclusa – quanta parte del lavoro fatto in comune potrà essere messa in un’ottica di prospettiva.

Per le liste che hanno superato lo sbarramento, bisogna guardare alle loro figure di riferimento: Piccini (Per Siena), Marignani (Sena Civitas) e Porcellotti (Siena Sostenibile). Ma mentre per il terzo di essi il ritorno all’alveo originale è quasi scontato, soprattutto se avrà mano libera sulla “Città carbon free”, per gli altri due le cose sono più complesse.

Per Siena è un movimento che in tutti i modi ha spinto facce nuove in politica. Accanto a Vanni Griccioli, alla seconda elezione, ci sono oggi volti nuovi di Valentina Filippini e Silvia Ferrini: il loro approccio alla politica crediamo che prescinda da destra e sinistra. Crediamo che se maturerà un’intesa o un affiancamento a una delle due candidate, ci sarà anche il tempo di trovare la motivazione di coerenza più efficace.

Per Marignani c’è la necessità di rispettare sempre la collegialità della sua lista che, al voto, dopo lo “affaire Falorni”, ha dato una testimonianza eccezionale di unità. Generalmente questa collegialità lo porta verso il mondo liberale. Ma oltre a ciò esiste un dogma prioritario: “mai più con il ricciarello”, se quindi il “mondo Castagnini” dovesse dare segni di reale presenza con la Fabio, ecco che emergerebbero contraddizioni da considerare.

Mondo Castagnini – Posto che a domanda esplicita viene negata una rappacificazione con le destre e, evidenziato che comunque a Castagnini mancano almeno quattrocento voti tra quelli propri e quelli ottenuti dalle proprie liste, su questo argomento bisogna fare come fa il Gabibbo con le sue visite: torneremo a parlarne! Castagnini ha fatto una campagna nobile, austera e distaccata, orientato più alla gestione della “città che non avrà” che al captare quel consenso che invece gliel’avrebbe data. Non siamo sicuri che andrà a Palazzo come consigliere, ma intanto è stato incaricato – o si è incaricato – di fare il tondino davanti l’Entrone.

Crediamo che come per il “mondo Pacciani” le sue liste tratteranno parecchio in proprio. Nicoletta Fabio pensiamo ritenga Benini e Francesco Giusti della Lista De Mossi come voti che non possano andare ad altri e crediamo possa ritenere lo stesso dell’assessora uscente Fattorini. Pensiamo anche che due chiacchiere con Leonardo Tafani (SiAmo Siena) se non sono state fatte, saranno messe presto in programma; d’altronde erano già state fatte un paio, o tre, mesi fa quando le liste di Castagnini stentavano a decollare.

Del “Bucchero” ora Scaramelli sarà costretto ad afferrare e rinominare uno dei manici, perché lo stare in gioco prevede adesso che si faccia una scelta tra opposti. Scontata comunque la scelta se questo scorcio di campagna assumerà sempre più la funzione di preambolo delle due elezioni che faranno seguito per decidere chi mandare nei palazzi di Firenze. L’avvicinamento all’obbiettivo è lanciato con sprezzante fanfaluca da Matteo Renzi che, intestandosi per intero i voti del mondo Castagnini, annuncia che Italia Viva sarà decisiva al ballottaggio. Di qui le voci di un Castagnini un domani leader in Consiglio del Gruppo di Italia Viva.

Mondo Montomoli – E’ la quarta forza della politica senese, la più appetita. Il suo capo – sempre più Tony per tutti – farà un passo di lato: torna a fare il manager scienziato. Per discutere con loro bisogna contattare tre soggetti scafati: l’ex assessora Sara Pugliese (moglie di Tony), i due Marzucchi (padre e figlio) e l’on. Alberto Monaci. Insieme hanno quantificato un risultato elettorale più che dignitoso di Montomoli che sa di essersi fatto apprezzare dal 6-7 per cento dei senesi.

Crediamo che le candidate a sindaco lo considerino schieramento che vale doppio in quanto potrebbe essere tanto di qua come di là.

C’è tuttavia da limare ovunque. La Pugliese non è stata aiutata a restare nella giunta De Mossi e non sappiamo bene se ha ancora rancori, e con chi eventualmente li ha. Poi c’è la questione massoneria: ma possibile che non fossero note anticipatamente le opzioni? Di certo in quello “scelto e accantonato”, Montomoli ha ricevuto sicuro pregiudizio alla sua persona e se non sembra averlo pagato a fine primo turno, questo lo deve alla freschezza e spontaneità della sua azione politica, riconosciutele anche da Maurizio Cenni nel suo recente commento alle elezioni – https://sienapost.it/rubriche/al-ballottaggio-con-cambio-di-genere-ma-senza-cambio-generazionale/ -. Per finire l’Associazione “Confronti” di Monaci aveva invitato prima delle elezioni i candidati a discutere i propri programmi; Anna Ferretti non ci andò, forse ancora imbarazzata dalle esclusioni dal partito dell’ex vicepresidente della Provincia Pinciani & C. decretate dopo la sconfitta di Valentini contro De Mossi: non sappiamo Monaci che giudizio dà ancora a questi fatti.

Mondo degli altri – Rimangono i tre candidati sindaco che complessivamente hanno raggiunto il 4,08%. Due di loro – Boldrini e Bisogni – sono voti che Ferretti penserà di avere. Si schierassero con endorsment a favore tuttavia renderebbero evidente che Anna Ferretti si muove su un progetto Schlein e non “su qualcosa di senese”. Anche il terzo – Bozzi di Azione -, stante origini comuni sembrerebbe vicino al centrosinistra… E tuttavia in questo momento Azione non riesce a vedere oltre Scaramelli e Renzi e quindi per ripicca potrebbe fare qualunque cosa.

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