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sabato, Giugno 15, 2024

Tra un’ora l’Associazione 1904 alza il velo

Simone Bernini, portavoce del Gruppo, rilascia intervista in Zona Cesarini

Fra un’ora (Nch, ore 17:00) si alza il velo sulla Associazione 1904. Per saperne di più tocca ruzzolare verso Monteroni per incontrare Simone Bernini, presunto portavoce di un’associazione che si è data a novembre uno statuto nello studio del Notaio Alfredo Mandarini.

“Ahi ahi ahi, quanti errorini… – ci dice Simone Bernini -. Anzitutto a Monteroni so’ anni che non ci vo’ (e non ci sono nemmeno nato). E poi Millenovecentoquattro è stata fondata l’11 ottobre. Bene il notaio Mandarini, bene io come portavoce, vorrei mettere a verbale contro la mia volontà”.

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Simone, stando al canonico schieramento del tifo senese, è di quelli del “davanzalino”, quindi non fedelissimo di gradinata e neanche ultras di curva. Epperò, se oggi si giocasse al Franchi, sarebbe posizionato in cornice della curva Guasparri, dove dovrebbero confluire tutte le tipologie del tifo, compresa la tribuna coperta che prenderebbe i posti migliori…

Eh, Simone, come lo vedi il ritorno al Franchi che al massimo a febbraio dovrebbe concretizzarsi? Come la vedi la curva Guasparri divisa per censo? “Mi scansa quella bandiera che non vedo bene, per favore…” Volerà qualche manata?

“Mah, personalmente dubito assai che rientreremo al Rastrello per febbraio, ma magari sono poco positivo. Il Tar della Magliana inoltre non so se ce la farà a legiferare per quella data, visti gli impegni e la mole di lavoro cui deve essere sottoposto. In ogni caso, nessuna manata in curva, dato che la curva è non violenta ed anti-patriarcale”.

“Annoso – continua – rimane invece il problema dei bandieroni, che creano gazzarra e discussioni a non finire. Ma è il bello della visualizzazione del match nei posti proletari. Una precisazione: non sarei un tifoso da davanzalino, ma piuttosto da settorino, posto che ho occupato spesso e che è perfetto per insultare il guardalinee che sfreccia a pochi metri”.

Precisiamo gli ingaggi: questa è un’intervista seria. Per gli altri ricordiamo che io ritengo Simone un maestro del giornalismo demenziale e lui con me avviò una rubrica di interviste “a persone che non contavano nulla” e che si interruppe subito. Parlavamo di tifosi… Tu come lo descriveresti un vero tifoso del Siena? Quali tratti caratteristici?

“Piano con i termini! Ok per demenziale, ma giornalista… Effettivamente la rubrica non ha mai preso il via, ma mai dire mai. A me il tifoso del Siena garba perchè ancora, con tutti i difetti che ha, è una particella di vita in un borgo polveroso popolato da integrati e schierati. Quando finirà questa anima popolana della nostra tifoseria, probabilmente smetterò di andare a vedere le partite”.

Ti chiederei qualche aggettivo o qualche definizione. Com’è l’arbitro? E il presidente che prende il Siena per guadagnare? Come sono i tifosi dell’Arezzo? Che ne pensi dei giocatori che si vendono? Perché non si fa una Polisportiva con la Mens Sana? Quant’è importante la politica nello sport? E sentirsi accompagnati dai carabinieri nelle trasferte?

“Arbitro: becco. Presidente: fa il suo, l’importante è che non rubi e non distrugga. Tifosi dell’Arezzo: ganzi, ahimè. Giocatori che si vendono: ommemerd. Polisportiva: in una città normale lo si era già fatto 40 anni fa, solo che poi la politica (ed altro…) ci mise un po’ le mani, no? Politica: veramente troppo importante. Carabinieri: ammetto di provare costantemente fastidio”.

Simone Bernini

Ecco, sembreresti una persona sincera. Ovvia parliamo dell’Associazione 1904. Mi avete quasi indisposto con tutti questi segreti. Supponiamo che tutto verrà rivelato il 21 dicembre alle 17, nella presentazione ufficiale all’Hotel NCH. Ma che c’è di così segreto? Non è che fate venire tutti lì e poi fate un’esibizione alla Full Monty?

“Ci siamo dati questo indirizzo di segretezza solo perché nemmeno noi fondatori sappiamo cosa stiamo facendo e quindi stiamo prendendo tempo per inventarci qualcosa last second. Purtroppo non abbiamo assolutamente i fisici adatti per una tale esibizione, per cui probabilmente la butteremo sul ridere e sul mangiare”.

Quando me ne hai parlato la prima volta vietandomi di scriverne – e ora parli tu solo dopo avermi costretto a versarti i soldi dell’iscrizione – stabilimmo che si trattava di un’operazione conosciuta nello sport come Supporters Trust… Cioè tifosi che raccolgono risorse per gestire o controllare società sportive. Quali sono le vostre priorità?

“Il modello del Supporters Trust è tipicamente inglese. Ed in Inghilterra con tale modello i tifosi hanno conseguito risultati clamorosi, dal salvataggio di squadre ormai fallite, alla costruzioni di stadi, alla gestione di settori giovanili, ecc. Declinato il tutto in salsa italiana, ovviamente ci si ridimensiona assai. Tuttavia negli ultimi anni sono nate realtà interessantissime anche in suolo italico, che stanno facendo cose egregie. Circa la relazione da tenere con un club e con la proprietà del club, esistono molte variabili, che non implicano per forza gestione o controllo della stessa. Si ricordi infine che l’interlocutore – la società sportiva – deve essere d’accordo con ciò che una associazione propone… e non sempre ciò accade”.

Restiamo sulla terminologia inglese. Chi sono i vostri stakeholders? Chiaramente il presidente Giacomini, poi il Comune di Siena, poi tutte le tifoserie di seguito chi ha a che fare per lavoro o diporto con il SienaFC… Quanti di essi sanno della vostra esistenza e dei vostri intenti? A chi altri vorrete allargare?

“Sono anni che questo termine – stakeholders – mi insegue ed io faccio fatica a sfuggirgli. Quindi si parla di interlocutori? Proprietà del club, amministrazione comunale, tifoseria, stampa, aziende del territorio: questi i principali interlocutori. A livello di conoscenza, ancora oggi pochi immagino sappiano di noi, ma lo sapevamo, il cammino dell’informazione è lungo e travagliato. Però pian pianino ci garberebbe anche allargarsi ad altri soggetti, come le altre associazioni sul territorio che lavorano molto sul sociale, dato che Millenovecentoquattro nasce anche per questo”.

Simone Bernini

Conoscendo i senesi su quella scriminante che è la massima rappresentatività ci viene qualche dubbio. Ma davvero potrete dire che state rappresentando tutta la tifoseria o ci sono distinzioni già all’inizio?

“No, al momento tutto va bene, perché a mio avviso finora siamo stati bravi a comunicare cosa fosse una associazione di tifosi e soprattutto che non si accavallasse a ciò che già esiste, ovvero alle frange di tifo organizzato. Siamo sicuri che non potremo mai rappresentare tutta la tifoseria, però se riuscissimo a raccoglierne un bel pezzetto dentro l’associazione sarebbe già un bel traguardo”.

Volevo dire una cosa. Non è che costituire il trust dopo una serie di presidenze dubbie rivela sfiducia cronica verso il maggior azionista e quindi si tratta di un’esperienza al ribasso per non farsi truffare ancora… Non sarebbe meglio pensarla in grande, in termini di sviluppo, del tipo vogliamo fare il nuovo Barcellona o, per rispetto del Santo Padre, il nuovo Club Atlético San Lorenzo de Almagro?

“Bisogna fare di necessità virtù. Questo movimento in Italia è ancora giovane ed altri modelli – tedesco e spagnolo in primis – non sono al momento replicabili. Oddio, se qualcuno la smettesse di dire che qui non funzionano senza neppure sapere di cosa si stia parlando, sarebbe un bel passo in avanti. Partiamo da ciò che possiamo fare, poi vediamo dove si arriva”.

Altro dubbio. Ma non avete paura che il Presidente Giacomini accetti il vostro sostegno, ma poi crei un esecutivo in seno al CDA cui delegare le scelte più importanti o imponga restrizioni alla divulgazione di fatti aziendali, rendendovi di fatto dei collusi o colludibili?

“Il rischio c’è e sempre ci sarà. Però, se non si prova mai a fare niente, non si sa se poi il dubbio diventi o meno realtà. In più, francamente in una città in cui molti folosi sono da tempo collusi o colludibili, se permetti anche per noi poveri cani sarebbe giunto il momento di avere un upgrade”.

Grazie Simone, anche per la scarsa sincerità, vorremmo concludere, chiedendoti chi siete? Chi è la presidentessa? Così hai modo di negare e conservare il succo della proposta per l’incontro imminente?

“Chi siamo? Un bel po’ di gente che ha deciso che questo calcio non va, non ci garba e che abbiamo in animo di ribaltare i rapporti di forza. La presidentessa è Vale Mezzaroma. Il succo della proposta è a base di mirtillo, che fa tanto bene alla salute. E grazie di essere diventato socio”.

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