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sabato, Ottobre 1, 2022
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“Letta ha compreso cosa serve all’agricoltura”

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Agricoltura al centro degli interessi dell’agenda politica, importanza degli investimenti del PNRR per far crescere le filiere agroalimentari, valorizzare in chiave export il food made in Italy, risolvere le questioni legate all’aumento dei costi delle materie prime e della logistica. Sono i temi trattati da Sara Guidelli, direttore generale di Legacoop Agroalimentare (che Sienapost aveva già intervistato https://sienapost.it/global/lagroalimentare-italiano-raggiunge-i-50-miliardi/), durante l’incontro alla Villa di Geggiano (Castelnuovo Berardenga- SI) con Enrico Letta, segretario nazionale del Pd e candidato del centro sinistra alle Elezioni Suppletive nel collegio per la Camera Toscana 12.

Ha interrotto le ferie per essere presente a questa iniziativa elettorale?

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“Ho ricevuto l’invito e ho ritenuto importante per il settore agroalimentare e cooperativo che rappresento, illustrare ad un segretario politico quei temi importanti che affrontiamo tutti i giorni. E poi, era doveroso rendere omaggio al luogo che ha ospitato l’incontro, Villa Bianchi Bandinelli, sede di una cooperativa sociale di Legacoop, un’esperienza nata nel dopoguerra dalla lungimirante visione di un intellettuale e nobile senese, Ranuccio Bianchi Bandinelli che promosse una cooperativa di produttori vitivinicoli che ancora oggi conferisce Chianti Classico alla rete delle cantine cooperative”.

Sara Guidelli, direttore generale Legacoop Agroalimentare

Sulla sua pagina Facebook, si vede che durante l’incontro di Geggiano interviene e parla con il segretario del Pd. Cosa vi siete detti?

“La prima questione che gli ho posto è stata il valore del territorio di Siena, una delle terre della Toscana e dell’Italia ad alta vocazione agricola di qualità eccellente. È una terra di grandi vini rossi a denominazione. Chianti, Brunello, Nobile, Chianti Classico sono indubbiamente i grandi alfieri di questa provincia e non solo, hanno valenza e valore a livello internazionale. Il made in Italy è un grande brand che va tutelato e difeso, così come le imprese vanno supportate e fatte crescere”.

A proposito di internazionalizzazione, quali sono gli aspetti che ha fatto presente a Letta?

“L’export è importante per il settore sia a livello nazionale dove nel 2021 l’Italia è destinata a raggiungere 50 miliardi di euro di esportazioni, che per Siena che nel 2020 ha chiuso con un export complessivo di circa 328 milioni di euro, in crescita dello 0,9% rispetto al 2019. E per far continuare le nostre aziende ad essere competitive, ho sottolineato l’importanza del PNRR, uno strumento determinante per la valorizzazione del settore. Questo, insieme al valore delle filiere. L’agroalimentare italiano ha tra i propri vantaggi la capacità di essere parte di un sistema flessibile, organizzato per filiere. La filiera vuol dire fare aggregazione, vuol dire dare garanzie e sicurezze che il mercato richiede”.

Sono argomenti che ripeterebbe, se invitata, anche in incontri con altri candidati delle suppletive?

“Certamente, il sistema cooperativo in cui opero ha interesse al dialogo. Ed è quanto facciamo con il nostro impegno quotidiano per far valere valori importanti a conferma di come l’agroalimentare sia indubbiamente un asset strategico e fondamentale per l’economia italiana e per quella senese. Dobbiamo crederci e investirci. C’è la necessità di lavorare per un idea di Paese che metta l’agricoltura al centro, un’agricoltura custode della biodiversità e della tutela del territorio, elementi di cui Siena è un esempio virtuoso”.

C’è stato dialogo con Letta?

“Il segretario del Pd ha messo in luce quanto sia importante Siena nel mondo. E ha ricordato come dopo l’annuncio della sua candidatura per le Suppletive senesi sia arrivata la richiesta dal New York Times come prima intervista”.

Il meeting di Geggiano con Enrico Letta, segretario Pd

Dunque, Letta non è sfuggito al confronto…

“Assolutamente no, ha ascoltato tutte le sollecitazioni. Tutti hanno sottolineato il gran fardello che è la burocrazia per gli agricoltori. E Letta ha messo in luce l’importanza del settore vitivinicolo per il territorio senese e, dopo aver espresso entusiasmo per le performance estere del made in Italy, ha ribadito la necessità di lavorare per arrivare a patti commerciali che non mettano in difficoltà le nostre esportazioni come succede quando non ci sono accordi bilaterali. E, come ha riportato Letta, un esempio è il caso dei dazi negli Usa”.

Temi, quelli evidenziati dal segretario, cari al mondo agroalimentare?

“Se è vero che l’export cresce e che il settore è strategico, ci sono ugualmente problemi da affrontare. Tra questi la Brexit, con l’aumento di burocrazia, tempi e costi della logistica. Problema questo che pesa a livello generale dato il forte aumento dei costi dei noli marittimi e un rincaro dei container trasportati via nave. Questione questa, come ho evidenziato a Letta, per la quale serve un lavoro interministeriale di presidio del tema. Poi, come se non bastasse c’è da fare i conti con l’incremento dei costi in agricoltura. L’aumento di luce, gas e materie prime mette a rischio la competitività delle nostre aziende con effetti sulla redditività”.

Quale impressione porta con sé dell’evento di Geggiano?

“Di certo è stato un momento utile di confronto, un incontro per parlare di agricoltura, di cooperazione e delle rispettive esigenze. Un’occasione importante anche per parlare con alcuni amministratori locali, come l’assessore regionale all’agricoltura Stefania Saccardi, e personaggi politici come la parlamentare Susanna Cenni, vice presidente della Commissione agricoltura alla Camera che da sempre ha nel cuore il mondo agricolo”.

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