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lunedì, Maggio 27, 2024

Signor Presidente Giani dagli il milione!

La Capitale della Cultura, le promesse della Toscana e la corsa elettorale per Pienza e Chianciano Terme

L’Unione della Valdichiana senese ha la potenzialità di mandare al voto quasi 50 mila elettori (48.150) ed è composta da dieci comuni. Sette di essi voteranno per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali l’8-9 giugno: Montepulciano (11.179 elettori), Sinalunga (10.053), Torrita di Siena (5.832), Chianciano Terme 5.497), Cetona (2.138), Pienza (1.747) e San Casciano dei Bagni (1.302).

Tre di essi – Chiusi (6.016), Sarteano (3.441) e Trequanda (945) – hanno già rinnovato fra 2021 e 2022 le loro amministrazioni affidandole a candidati di centrosinistra (Chiusi e Sarteano) o civici (Trequanda). Fra i sette al voto, le amministrazioni uscenti sono tutte di centrosinistra salvo Chianciano (civica) e Pienza (destra).

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Tutti insieme questi dieci comuni sono reduci da un’appassionante e stimolante candidatura per la città italiana della cultura per il 2026. Purtroppo gli esperti del MinCultura dopo avere selezionato la Valdichiana fra le finaliste hanno poi indicato l’Aquila come vincente.

Sarebbe bello se il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani volesse oggi comunque dare all’Unione dei Comuni della Valdichiana Senese il contributo di un milione promesso in caso di vittoria. I comuni lo meriterebbero per la qualità della loro catalogazione dei siti di pregio sui loro territori, per la qualità della narrazione che ne hanno fatto e per l’efficacia del messaggio divulgato verso l’Italia che se non altro è stato ritenuto apprezzabile e intrigante da molte istituzioni scolastiche che hanno subito basato su questa “nuova e diversa” Valdichiana le loro mete di svago e turismo.

Pienza

Pienza è da quindici anni saldamente in mano della Lista La Piazza. Prima, cioè nel 2014, quando si definiva civica, vinse con Fabrizio Fé (63,86%) che bissava la vittoria del 2009, poi, avvicinatasi sensibilmente al centro destra, ha eletto il sindaco uscente Manolo Garosi (59,27, contro il quale non è riuscito il “ribaltone” provato dalla giovane insegnante Maria Stefania Lio (40,43%), oggi vicesegretario del Pd toscano. Le conseguenze di questo faccia a faccia hanno avuto strascichi da bipolarismo e quando si pensava che l’atmosfera paesana facesse ritrovare delle vie unitarie… così non è stato.

Manolo Garosi (davanti) con alcuni degli amici che lo sostengono in questa che chiama “avventura verso il futuro”

Il turismo e il buon vivere sono le attrattive di Pienza che ha cresciuto nel quinquennio un rapporto importante per la valorizzazione della città con Opera Laboratori. E in fondo un milione di visitatori l’anno sono tanto una risorsa che un’attività che necessità di professionalità affermate. Dalla sua elezione l’on. Francesco Michelotti ha mostrato di essere buon amico della cittadina e con l’inizio dell’anno è arrivato un “cippino” da 350 mila euro per il buon posizionamento di Pienza nel progetto “Città Ideale”.

Un mese fa il farmacista Manolo Garosi ha detto che per lui si può fare il bis e si schiera già alla partenza. La Lista La Piazza presenterà presto un Piano fatto tutto da cittadini che si annuncia molto molto impegnativo.

Virno Mangiavacchi

Solo questa settimana è arrivato il suo competitor. Si chiama Virno Mangiavacchi, imprenditore agricolo di 57 anni. Ha annunciato di voler guidare la Lista “Insieme in Comune”, definendo il suo progetto “una sfida riformista di ampio respiro”. Già consigliere comunale di Monticchiello è sostenuto da quel che rimane del Pd comunale ed ampie frange movimentiste del campo largo, considerando che nel suo simbolo ci sarà tanto l’ulivo che la bandiera della pace.

Per ora nessuno che si intesti e tenti di trasformare in querelle politica la questione dell’orologio civico e delle campane fermati per il troppo rumore. Quindi rimane per ora una cosa che fa sorridere e presto sarà consegnata alle leggende metropolitane.

Chianciano Terme

Andrtea Marchetti (secondo da destra a sedere, accanto on.Michelotti) presenta sua lista a Montecitorio

Partiamo dalle ultime. E’ in corso, ora, anche nel giorno di festa del XXV Aprile, la polemica sconcertante ed anche allucinante fra i diversi candidati del Centrodestra. Da una parte c’è il sindaco uscente Andrea Marchetti, vittorioso nel 2014 con il 46,66% e nel 2019 con il 60,90%, che è sceso in corsa per il terzo mandato. La sua lista rimane la civica “Punto e a Capo” ma è appoggiata “senza se e senza ma” da Fratelli d’Italia che addirittura ne hanno appoggiato e favorito la presentazione a Roma presso la Camera dei Deputati. Marchetti denota una ritrovata vitalità tanto da voler annunciare in questo scorcio di mandato una super operazione direttamente da parte dell’Amministrazione di acquisto del Parco dell’Acqua Santa, uno dei siti che un tempo hanno reso Chianciano avversaria delle sole Montecatini e Salsomaggiore per il primato nel termalismo italiano.

Roberto Esposito, altro candidato liberal, è uscito allo scopetto e ha messo un bel po’ di pepe nello scontro elettorale

Contro, anzi ostile come non mai, ha Roberto Esposito, portacolori della civica “Coraggio Chianciano” che gode dell’appoggio esterno di Lega e Forza Italia e di un appoggio che sembra essere molto concreto del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro che ha portato, sotto l’egida della Reyer, il basket di Chiusi in serie A2. Esposito ha di recente annunciato le intimidazioni ricevute per il volersi candidare, le illazioni riguardo sue presunte frequentazioni e le minacce ricevute da persone che volevano entrare nella sua lista. Tutto in diretta dal palcoscenico. Massima attenzione l’ha data un sito senese –Gazzetta di Siena – che ha accolto le parole di Esposito e le recentissime repliche di Marchetti.

Grazia Torelli mette a scoperto un nervo sensibile: lo sviluppo turistico di Chianciano Terme

Di certo è una vicenda che si alimenta nelle vie e nelle piazze di Chianciano, ma che finisce per avere una ricaduta di non bella pubblicità sui partiti del centrodestra. E’ una cosa su cui il centrosinistra fa grande attenzione nella sua corsa per riprendersi, con una donna, Grazia Torelli la cittadina termale. Decoro urbano, rigenerazione, presidio dei servizi pubblici e parità di genere nelle responsabilità. La candidata che non era stata unanimemente cooptata da Partito democratico e alleati sta velocemente raccogliendo i consensi su aderenti e simpatizzanti al movimento prima di capire se lo scontro fra gli altri candidati provocherà distanza o favorirà l’appartenenza alla fazione. Nel primo caso avrà argomenti da utilizzare per portare al voto di un’alternativa.

Ritiro prima della presentazione delle liste per il comunista Nicola Bettollini

Nessun candidato emerge a sinistra dopo la rinuncia di Nicola Bettollini che per primo aveva annunciato la propria battaglia di appartenenza all’ideologia comunista e poi ha usato belle parole, ma motivazioni personali per spiegare la sua desistenza.

Riprendiamo domani, qui di seguito le precedenti puntate di questo viaggio nella politica della provincia senese: 1.Siena e chi non vota, 2.Poggibonsi, 3.Colle di Val d’Elsa, 4.Valdelsa minore, 5.Chianti, 6.Asciano-Monteroni, 7.Il resto di Crete-Valdarbia, 8.ValdiMerse, 9.Valdorcia, 10.Montagna.

(le immagini dei candidati sono prese in larga parte dai loro profili social pubblici)

(11 – continua)

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